• disturbi

    "Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza." J.W. Goethe

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    "Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza." J.W. Goethe

  • psicoterapeuta

    "Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza." J.W. Goethe

  • psicologia

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Disturbi del comportamento alimentare

disturbi dell'alimentazione

La relazione con il cibo è una componente molto importante che deve essere sempre tenuta sotto controllo, perché a volte senza accorgersene può presentare dei tratti patologici che con il passare del tempo tendono ad aggravarsi. Limitazioni alimentari rilevanti che possono arrivare al digiuno, alternate a periodi di abbuffate, a cui fa seguito il vomito. L’alternanza continua fra tentativi di controllo e cedimenti della volontà, tiene in condizione di pericolo chi soffre di disturbi dell’alimentazione. L’anoressia e la bulimia rispecchiano due differenti ma complementari aspetti della società in cui viviamo. Da un lato il nostro affannarsi continuo , tutto è accelerato, tutto si consuma in un attimo. Sembra non esserci più tempo per se stessi, per pensare, si è in affanno, sempre alla rincorsa di qualcosa che è più veloce di noi. In alternativa ci lasciamo trascinare da un eccesso di mentalizzazione, e il pensiero corre avanti rispetto al nostro corpo, rispetto alla percezione del nostro esserci qui e ora. In questo stile di vita non ci sono più spazi, non ci sono più momenti di non azione che sono una risorsa inestimabile. Il percepire la mancanza di qualcosa è la molla che fa nascere nuovi desideri che alimentano il nostro Io interno.

Nella nostra quotidianità lo spazio creativo è difficile da trovare, si è trasformato in un vuoto da riempire con qualunque cosa: un consumismo iperfagico che non conosce sazietà e che ci può far capire concretamente il pensiero bulimico e il significato dell’obesità. Pertanto l’anoressia rappresenta l’altro lato della medaglia, facendo di quel vuoto esistenziale l’icona del suo essere; in esso si identifica, lo rappresenta svuotando il suo corpo fino allo stremo, assottigliandolo, a volte, fino alla morte. Mitizzando così il suo corpo magro essa riflette l’altro aspetto patologico della società contemporanea, il culto estremo dell’immagine che appiattisce ogni individualità. L’eccessiva magrezza e l’obesità sono due modi differenti di distruggere un Io corporeo che non riesce a specchiarsi in un Io interno. L’anoressia può essere letta come messaggio indirizzato a qualcuno. Non voglio niente! Amami per quello che sono! La bulimia solo apparentemente sembra il rovescio dell’anoressia: risolvendosi con il vomito va a ripristinare l’equilibrio che l’abbuffata ha distrutto. I disturbi alimentari non sono solo una malattia del corpo e dell’appetito, sono prima di tutto una malattia dell’amore.

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